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martedì 5 aprile 2011

Gente di bottega

Tanto per leggere un po' di cose diverse dal solito, verosimili o no. Da Napolibera.eu, che ormai lavora solo via email (il sito è fermo a un anno fa).
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FONDI NERI-PCI/PDS: QUANDO MIELI SCONFESSO' "MANI PULITE"....

Gentile napoLibera,
leggiamo oggi su di un quotidiano milanese (non il Corsera) di una vicenda che riguarda un certo "Oak Fund International", domiciliato al Caribe come è d' uopo, E SUL QUALE LA PROCURA DI MILANO, competente per l' indagine, avrebbe APPOSTO IL DIVIETO DI NOMINARNE IL RELATIVO TITOLARE, cioè MASSIMO D' ALEMA: come scoperto dalla famosa security-Telecom di Cipriani e Tavaroli, all' epoca della Telecom di Tronchetti-Provera. Prima cioè che Franco Bernabé von Rotschild, bipartisamente nominato da PRODI E 3MONTI IN TESTA ALLA STESSA TELECOM, secretasse quei fatti egli stesso in persona....Ma cosa c' entra Telecom coi 'fondi neri D' Alema' sui quali le toghe omertose della Procura di Milano hanno apposto il " NO TRESPASSING ! ", "OFF LIMITS", "VERBOTEN" eccetera, manco fosse un segreto militare ?
(voce dal sen fuggita)

NL--- napoLibera ha già argomentato su questi fatti, e tuttavia 'repetita juvant', specie quando è il momento propizio...

domenica 28 febbraio 2010

Naziunalopopolaro

Oggi prepariamo un "PD nazionalpopolare".
Ingredienti : per preparare un buon PD per molte persone si necessita di 1 spigolo del tavolo, di 1 martello e 2 testicoli.
Procedimento: mischiare tutti gli ingredienti assieme, finchè i 2 testicoli si troveranno sfracicati a sangue sullo spigolo del tavolo (appositamente piallato in precedenza).
Servire freddissimo.

PS:Daje Zoro.

lunedì 1 febbraio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

Embè ?!

"A Luigiii? E se famo na candidatura un pò trasgressiva?...Marrazzo, co a foto sua sur manifesto e sotto ce scrivemo: "Embè?!".
Super Zoro.

venerdì 20 novembre 2009

We are the fucking best politicians in the world, so gimme my chair and fuck you, muthafucka!

AS: Si, è Vinnie Jones, quel Vinnie Jones.

La notizia del giorno potrebbe essere la morte della nostra eroina Brendona, che stanotte è stata ridotta a churrasco da qualcuno che evidentemente ci tiene alla verità (scuola Pazienza direi).
Oppure potrebbe essere la bocciatura di D'Alema in Europa, fregato da Brown, Zapatero, dai paesi europei dell'Est, e dal PSE guidato da quel kapò di Schulz ; in pratica nun se l'è inculato nessuno, considerato che pure il Partito Socialista Europeo l'ha bidonato (ad essere nominato Mr.PESC è stata l'inglese Catherine Ashton , che dovrà comunque essere votata dal Parlamento europeo); quindi niente erasmus per D'Alema, per la gioia di tutti i piddini che si ritroveranno er Massimissimo e le sue costosissime scarpe-con-la-puzza-sotto-il-naso in casa. Quindi er mejo presidente der consijo da' 'a storia d'Itaja (secondo le parole disinteressate di un Berlusconi qualsiasi) , ed il più intelligente ed acuto politico italiano (secondo le parole altrettanto disinteressate di un tal D'Alema), non sono bastati.

E poi c'è una notiziola niente male, delicata come solo come Vinnie Jones sa essere, e che riguarda Mario Placanica, il tristemente noto carabiniere del G8 2001; la notizia fa pensare soprattutto considerato che nemmeno 9 giorni fa a Placanica alcuni consiglieri comunicali di Borghetto Santo Spirito (Savona) avevano consegnato un riconoscimento per il lavoro svolto.
Prima lo volevano candidare, cosa che poi avvenne nel 2006 con Abramo in Calabria (prima con AN, poi con una lista civica per Abramo). Poi, appena constato che il ragazzo stava uscendo di capoccia (col rischio di dire come erano andate veramente le cose nel 2001), lo hanno rimesso nel dimenticatoio.

da Wikipedia, precisazioni che mancano negli articoli seguenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Placanica
Le presunte violenze sessuali contro minore e maltrattamenti

Il 19 novembre 2009 è stata diffusa la notizia che Mario Placanica è indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro con l'accusa di violenza sessuale su minore e maltrattamenti nei confronti di una ragazzina che all'epoca dei fatti, avvenuti dall'agosto 2006 all'agosto 2007, aveva 11 anni. La madre della ragazzina ha sporto denuncia nel maggio 2008, mentre l'incidente probatorio si è svolto il 18 novembre 2009. Placanica è difeso dall'avvocato Salvatore Sacco Saragò del Foro di Catanzaro.


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Violenza su minore, indagato Placanica
Sotto inchiesta a Catanzaro l'ex carabiniere prosciolto
per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 del 2001


MILANO - Mario Placanica, l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, è indagato dalla procura di Catanzaro per violenza sessuale su minore e maltrattamenti. Ieri, si è appreso, la minorenne, che all'epoca dei fatti aveva 11 anni, è stata ascoltata dal gip della città calabrese Gabriella Reillo in sede di incidente probatorio, su richiesta del pubblico ministero. L'ascolto della ragazzina, avvenuto in una struttura protetta, si è reso necessario, si legge nell'ordinanza ammissiva di incidente probatorio depositata il 26 ottobre 2009, «per garantire il miglior ricordo dei fatti, verificatisi circa due anni fa, e verso i quali la stessa ha manifestato un atteggiamento di rifiuto e di tendenza alla rimozione, come desumibile dall'atteggiamento di non collaborazione» rilevato da una psicologa, e in generale «dal sentimento di vergogna, con conseguente reticenza».

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_19/placanica-violenza-minore_4fc4af36-d541-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml
19 novembre 2009


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«Cancellare strade e piazze dedicate a Giuliani»
di Redazione
10 novembre 2009
http://www.ilgiornale.it/genova/cancellare_strade_e_piazze_dedicate_giuliani/11-11-2009/articolo-id=398239-page=0-comments=1

È doveroso cancellare al più presto tutte le intitolazioni di strade, piazze e sedi pubbliche dedicate a suo tempo in Italia a Carlo Giuliani, il no global morto, colpito da una pallottola sparata dalla pistola del carabiniere Mario Placanica, in piazza Alimonda, nel corso dei violenti scontri del G8 di Genova del luglio 2001, mentre tentava di lanciare un estintore all’interno della jeep Defender dell’Arma: l’istanza viene dal consiglio comunale di Borghetto Santo Spirito che ha approvato una delibera con cui si chiede un provvedimento in tal senso al governo e al parlamento.
Al tempo stesso, i consiglieri comunali hanno deciso di inviare all’Arma dei Carabinieri e all’ex carabiniere Mario Placanica la delibera «quale riconoscimento del comportamento in adempimento del proprio dovere istituzionale a tutela dei diritti democratici» che Placanica all’epoca dei fatti garantiva e l’Arma in generale garantisce da sempre e quotidianamente.
La decisione dell’assemblea del Comune di Borghetto Santo Spirito verrà inviata nei prossimi giorni al consiglio dei ministri, alle Camere, alla stessa Arma dei Carabinieri, oltre che alla Regione Liguria e alla Provincia di Savona.

«In questi anni - si legge nel documento approvato dal consiglio comunale del Comune del ponente ligure - sono state adottate diverse iniziative per ricordare Carlo Giuliani, mentre nulla è stato fatto per Placanica. Le forze dell’ordine sono state considerate colpevoli per quanto avvenuto a Genova a prescindere dall’effettiva responsabilità rilevata. Nel frattempo Placanica è stato riformato. Visto che frettolosamente sono state prese iniziative a favore di Giuliani e sono stati colpevolizzati sia l’Arma sia Placanica - sottolinea ancora la delibera del consiglio comunale di Borghetto Santo Spirito -, chiediamo al governo e ai parlamentari di emanare circolari e regolamenti, anche retroattivi, per stabilire le modalità di intitolazione di uffici e sedi pubbliche».
La ragione è chiara, a giudizio dei consiglieri comunali: le intitolazioni, d’ora in avanti, andrebbero avanzate e approvate «solo a conclusione dell’iter per la determinazione dei fatti». Per tutto questo, dunque, il Comune di Borghetto Santo Spirito chiede «di annullare le intitolazioni istituzionali a nome di Carlo Giuliani».

giovedì 12 novembre 2009

Friends will be friends...

Lo Massimissimo in questi giorni viene sponsorizzato da più parti come candidato a Ministro degli Esteri della UE, the famous Mr.PESC (sostanzialmente futura "voce unica" istituzionale della UE in politica estera che, come recita il Trattato di Lisbona, «Presiede il Consiglio "Affari esteri", contribuisce con proposte all`elaborazione della politica estera e di sicurezza comune», «rappresenta l`Unione» in questi settori, «conduce il dialogo politico con i terzi ed esprime la posizione dell`Unione nelle organizzazioni internazionali e in seno alle conferenze», oltre ad avere a disposizione una propria delegazione diplomatica e circa 400 milioni di euro da spendere in alcolici e lupini). Visto che sono i governi degli Stati ad eleggerlo (per la prima volta nella storia UE), allora anche Silvio dovrà fare la sua parte; la partita è ancora in corso, ma se tutto va bene (cioè se tutto va male) Berlusconi darà il suo appoggio determinante (che ci crediate o no) al nonplusultraMassimissimo.
E vissero felici e contenti?
Si, e lo si vedrà quando dal sito del politico più intelligente del mondo (sempre dalle parole di un disinteressatissimo D'Alema) cambieranno alcune cose, a partire da quell'articolo in bella vista.

giovedì 5 novembre 2009

"Berlusconi cade a marzo": Scanzi intervista Luttazzi


Da uno dei due blog di Andrea Scanzi (l'altro è quella perla de Il Criminoso), un'intervista a Luttazzi.
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Il satirico più amato e odiato d’Italia non si ferma. Nuova stagione teatrale (Va’ dove ti porta il clito), tournèe musicale per i club, palestra comica nel suo blog, blitz a RaiNews (“la giornalista è una mia amica”) e un libro per Feltrinelli (La guerra civile fredda). Daniele Luttazzi è ovunque, tranne che in tivù. E ha una certezza: “Silvio Berlusconi è finito, a marzo cade”. Ecco un’intervista senza rete, in esclusiva per questo blog.
Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?
“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.
Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.
“Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no”.
Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché Berlusconi cadrà a marzo?
“Alcuni indicatori - settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA- segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”.
C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?
“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e Berlusconi, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.
Anche il Vaticano ha scaricato Berlusconi?
“Sì. La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.
Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?
“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di “amalgama non riuscito” e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.
Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?
“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sinistra, clan di destra, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.
Internet è più libero?
“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’aria del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua “democrazia dal basso” non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.
Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.
“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.
Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?
“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satririco inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.
Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?
“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.
Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?
“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.
Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.
“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.
Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.
“Non faccio satira “per andare in tv”. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=241

lunedì 26 ottobre 2009

Er massimissimo c'ha n'idea precisa del pd

Ai tempi il partito PD non esisteva, quindi tutto uguale rispetto a oggi; ma già dieci anni fa il politico "più intelligente" (secondo le parole di un disinteressato D'Alema) aveva le idee chiare su come sarebbero andate, o non andate, le cose.
E per coerenza gli elettori del PD hanno eletto Bersani, che sta a D'Alema come la Brendona a Marrazzo, segretario del PD; perchè la storia conta e le parole dette conteranno...O no?? Boh.

sabato 24 ottobre 2009

Quei giorni li...

Mentre Marrazzo crolla sotto i colpi della Brendona, domani quella cosa chiamata PD c'ha le primarie (e se sa che quando vengono le primarie so' tutte un po' più nervose) ed il grande Zoro se fa sentì.